Alberese

Posted by on lug 4, 2011 in Grosseto, In evidenza, Media bar | 10 comments

Alberese

Alberese è una piccola frazione situata 20 km a sud-est del capoluogo. E’ posta  nel cuore del Parco Regionale della Maremma e il nome alberese è esteso anche alla vasta area di campagna posta ai piedi delle Colline dell’Uccellina.

Tutta l’area risulta abitata fin dalle epoche più remote. Fin dalla preistoria furono abitate alcune grotte, come quella dello Scoglietto mentre resti etruschi sono stati rinvenuti in località Poggio Raso Sono presenti anche tracce dei  romani a Santa Francesca, e Le Frasche mentre resti più consistenti sono presenti soprattutto verso Talamone e lungo la Via Aurelia.

Il paese sorge ai piedi del piccolo colle della Villa Granducale e si sviluppò in seguito alle opere di bonifica intraprese dai Granduchi Lorena e, dopo l’interruzione all’istituzione del Regno di Italia, riprese nel periodo Fascista e poi nel secondo dopo guerra. Ai margini del Paese si trova il centro direzionale del Parco Regionale della Maremma, (vedi scheda relativa) conosciuto come Parco dell’Uccellina, e il Centro visite allestito nel vecchio frantoio di epoca fascista di cui si conserva ancora la sala per la frangitura.
La zona di Alberese è una delle poche zone della provincia dove ancora si possono vedere mandrie brade di cavalli e vacche maremmane pascolate dai Butteri sui vasti pascoli semi allagati dalle vicine paludi, dove si possono osservare stormi di uccelli e altri animali selvatici e dove ancora la Maremma conserva l’aspetto selvaggio che l’ha resa famosa..

Villa Granducale
La villa venne costruita nel corso del Quattrocento ed era originariamente la sede dell’Ordine dei Cavalieri di Gerusalemme nel territorio. Verso la fine del Cinquecento venne costruita accanto al palazzo la Cappella di Sant’Antonio Abate. Dopo l’acquisto dei Lorena dell’intero territorio trasformato in azienda agricola, il complesso divenne dimora granducale e, nel corso del Settecento, subì sostanziali lavori di restauro che trasformarono l’antico nucleo in villa-fattoria, arrivando ad  inglobare la chiesa nelle mura del complesso e dando all’insieme l’aspetto attuale. La Villa Granducale è inserita in uno spettacolare ambiente, sulla sommità di un piccolo colle e circondata da vecchi cipressi domina la pianura verso Grosseto con alle spalle il magnifico scenario della colline dell’Uccellina. Si presenta come un maestoso complesso dal disegno sobrio ed elegante ed è disposta su  tre piani, con due terrazze laterali di diversa grandezza, poste al primo piano. La Chiesa di Sant’Antonio Abate è incorporata tra la villa ed altri edifici. Sul retro della chiesa si innalza il campanile che mantiene la medesima semplicità dell’edificio religioso. L’intero complesso gode di ottimo stato di conservazione e mantiene ancora buona parte degli arredi d’epoca, appartiene oggi alla Regione Toscana ed visitabile solo esternamente.
L’Abbazia di San Rabano,
Il nome attuale sostituisce quello più antico di Santa Maria Alborense, E’ situato ad una altezza di circa 320 m. s.l.m., in una “sella” tra Poggio Uccellina (347 m. s.l.m.) e Poggio Lecci (415 m.s.l.m.). E’ posta nel Parco Regionale della Maremma ed è raggiungibile solo a piedi attraverso l’itinerario A1, uno degli itinerari più belli del parco ma abbastanza impegnativo a causa della lunghezza e dei dislivelli. La storia del potente centro abbaziale risulta alquanto nebulosa poiché l’archivio dei monaci venne disperso più volte. Il complesso sorse in epoca medievale forse su persistenze altomedievali. Nacque come monastero benedettino, attorno al quale i monaci cercarono di rendere produttivi gli aspri terreni circostanti. Nel 1307, venne assegnato dal Papa Clemente V ai cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme e quindi annessa al priorato di Pisa. L’Alberese divenne quindi parte di un vasto accordo tra il Priorato di Pisa ed i Comuni di Siena e Grosseto e, dopo una breve parentesi di circa 15 anni in cui entrò nei possessi della famiglia degli Abati, seguirono aspre controversie tra Pisa e Siena per problemi di confine. L’abbazia subì grandi cambiamenti e prese l’aspetto di un fortilizio. Raggiunta la pace tra i contendenti l’Alberese tornò ai Gerosolimitani anche se l’influenza di Siena non cessò. Nel  1438 Siena  ridusse l’Abbazia a contado e  ne ordinò lo smantellamento. Nel secolo XVI l’antica venne definitivamente abbandonata e la Prioria dell’Alberese fu trasferita nella nuova sede ai piedi dei colli dove ora sorge la Fattoria Granducale. Nel secolo XVIII l’Ordine dei Cavalieri di Malta, succeduti ai Cavalieri di Gerusalemme, vendette tutta la proprietà ai Granduchi Lorena e dopo l’esproprio da parte dello stato Italiano giunse all’Opera Nazionale Combattenti e poi alla Regione Toscana.
Il complesso si presenta oggi sotto forma di imponenti ruderi, inseriti in un bosco secolare di lecci, sughere e roverelle. Il campanile romanico è in buono stato di conservazione e la Chiesa priva della copertura originale è stata recentemente dotata di una nuova copertura in materiali trasparenti di grande effetto. Nei pressi dell’abbazia sorge la Torre dell’Uccellina, fortificazione di origini trecentesche innalzata con funzioni di difesa sull’attiguo complesso religioso e di sorveglianza sul vicino tratto costiero.

 

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