Argentario

Posted by on lug 5, 2011 in Approfondimenti, Media bar, Monte Argentario | 1 comment

Argentario

Il Monte Argentario è un promontorio che si estende nel Mar Tirreno di fronte alle due isole più meridionali dell’Arcipelago Toscano; l’Isola del Giglio e l’Isola di Giannutri.
Nasce come isola ma si è unita alla terraferma grazie ai sedimenti depositati nei secoli dalle correnti marine e del fiume Albegna che hanno formato i due tomboli che delimitano la Laguna di Orbetelo.

Il comune prende la denominazione dall’omonimo promontorio mentre i due centri abitati si chiamano Porto Santo Stefano all’estremità nord-occidentale e Porto Ercole sulla sponda orientale entrambe sedi comunali.

Il Monte Argentario la cui cima si chiama Punta Telegrafo (635 m.) è caratterizzato da un suolo completamente montuoso e calcareo, aspro e scosceso che è stato solo in parte, modificato dall’opera che ha creato nel tempo terrazze e piccole aree pianeggianti dove si coltiva prevalentemente la vite l’olivo.

La costa, molto frastagliata, è caratterizzata da cale, baie e insenature quasi completamente sassose, di notevole bellezza per gli aspetti naturalistici e la trasparenza e lucentezza delle acque. Il monte ha tre piccole isole satelliti chiamate l’Argentarola, verso Porto S. Stefano, l’Isola Rossa nel centro e la Tartaruga verso Porto Ercole, tutte e tre completamente disabitate.

Il promontorio, probabilmente già frequentato dagli etruschi, passò in proprietà alla famiglia Domizi Enobarbi che la ottennero come risarcimento delle somme da loro prestate alla repubblica romana durante la seconda guerra punica. Proprio la proprietà dei Domizzi diede origine al nome in quanto la famiglia era detta degli “Argentari”, categoria che nell’antica Roma indicava i prestatori di denaro.

Nel Medioevo in conseguenza del minor traffico sulla via Aurelia, del progressivo impaludamento della Maremma e delle invasioni barbariche e saracene questi luoghi rimasero a lungo poco abitati e videro un periodo di forte degrado e impoverimento.
Nel basso Medioevo il monte segui le sorti di Orbetello, per cui passò nei domini degli Aldobrandeschi, degli Orsini, di Napoli e di Siena, per finire poi sotto il dominio degli spagnoli intorno alla metà del 1500. Il monte divenne quindi il luogo portuale dello stato dei Reali Presidi spagnoli e proprio per questo furono edificati i forti e le imponenti opere nei due porti principali.

Successivamente seguì le sorti dello Stato dei Presidi e finita la pausa napoleonica entrò a far parte del Granducato di Toscana. Durante l’ultimo conflitto mondiale, i porti dell’Argentario furono pesantemente bombardati in particolare Porto  S. Stefano che venne quasi interamente distrutto e ricostruito soltanto negli anni cinquanta.

Da sempre i due paesi hanno rivolto le loro principali attività economiche al mare la pesca, la navigazione e in particolare il lavoro dei cantieri navali.  Famosi sono nel settore i maestri d’ascia che lavorano il legname per gli scafi. Negli ultimi decenni si è aggiunto il turismo balneare.

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