Grosseto è una città di 77.424 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia e centro principale della Maremma. La città è sfiorata a sud dal fiume Ombrone (161 km), che nasce presso “San Gusmè”, nel versante sud-orientale dei Monti del Chianti e dopo un corso molto articolato, sfocia in mare nell’area del Parco Regionale della Maremma.
Le origini di Grosseto risalgono all’alto Medioevo. Gli sporadici ritrovamenti più antichi effettuati di recente in alcuni punti della città non sono sufficienti a provare un’origine etrusca o romana. Dall’agosto 803 la chiesa di San Giorgio in Grosseto e molti suoi beni (ma probabilmente non si tratta ancora di una vera e propria città) vennero dati in enfiteusi ad Ildebrando degli Aldobrandeschi, i cui successori furono conti della Maremma grossetana sino alla fine del XII secolo. Iniziò così il “dominio” degli Aldobrandeschi e la loro presenza in tutta la Maremma. Proprio in tale periodo la città raggiunse la sua maggior potenza. Nel 1137 la città, resasi sempre più indipendente dal governo dei vicari imperiali, non si sottomise all’Imperatore e venne così assediata dalle truppe tedesche calate in Maremma con il duca Arrigo di Baviera. Altra data importante, per la città, è quella del 1138 che segnò il trasferimento ufficiale a Grosseto della sede vescovile di Roselle e l’elevazione quindi al rango di città vera e propria.
Mentre si profilavano le prime idee di comune, la città prestò nel 1151 giuramento a Siena, con la quale nei primi del XII secolo stipulò accordi per il commercio del sale. Nel 1222 gli Aldobrandeschi concessero ai cittadini la facoltà di organizzarsi in Libero Comune e quindi di nominare un podestà, tre consiglieri e i consoli. Nell’entusiasmo generale l’atto di obbedienza fatto ai senesi venne ripudiato. Siena inviò quindi alcune truppe di soldati e venne ristabilita, nel settembre del 1244, la fedeltà e l’obbedienza. Agli Aldobrandeschi si sostituì quindi Siena e si mantennero fermi i privilegi imperiali. Ospite di Grosseto fu nel 1224 proprio l’Imperatore Federico II, grande figura di politico, di mecenate e di uomo di cultura che fece “approdare” in questa terra molti nobili e poeti al suo seguito.
Umberto e Aldobrandino Aldobrandeschi, morto il padre Guglielmo, cercarono di riconquistare ai senesi il dominio perduto ma gli eserciti senesi, nel 1259, sconfissero nuovamente la città e nominarono come podestà un loro concittadino. Di nuovo libera da Siena dopo solo un anno, Grosseto combatté con Firenze nella battaglia di Montaperti (storica battaglia tra i ghibellini di Siena e i guelfi di Firenze e dove i fiorentini subirono una pesante sconfitta). Seguirono periodi di disordini e di guerre fra pretendenti di vario genere; Grosseto venne rioccupata, devastata, scomunicata da Clemente IV. Recuperò l’indipendenza e si dichiarò Repubblica con a capo Maria Scozia Tolomei.
Nel 1328 venne nuovamente assediata da un imperatore, Ludovico il Bavaro e proprio in questa occasione i grossetani aggiunsero la spada allo Stemma della città, un Grifone (simbolo etrusco) su campo rosso (colore del partito Ghibellino). L’imperatore venne sconfitto dopo quattro giorni di dura battaglia. Venne poi assediata dall’antipapa Nicola V nel 1336. Infine cadde sotto il definitivo controllo di Siena che ne domò la ribellione e l’indipendenza.
I grossetani continuarono comunque a tentare rivolte tra le quali quelle che, nel 1421, portarono ad uno Statuto. Seguirono poi le pestilenze del 1430 e del 1527 (a cui seguì l’anno successivo una incursione del corsaro Barbarossa). Nonostante tutto la città, nel 1552, riuscì a cacciare gli spagnoli che la presiedevano.
Con la Pace di Cateau-Cambrésis e la caduta di Siena sotto Firenze i Medici arrivarono in tutta la Toscana e trasformarono Grosseto in una vera e propria fortezza. Venne iniziata la costruzione delle mura, si creò l’Ufficio dei Fossi, mentre prosciugamenti e reti stradali cominciarono a prendere vita. I Medici però trascurarono poi Grosseto e le sue terre e la città scivolò in un angolo delle loro attenzioni indebolendosi e spopolandosi sempre più.
Solo con il passaggio ai Lorena del Granducato di Toscana nel 1737 e soprattutto grazie a Pietro Leopoldo, la Provincia di Grosseto fu separata da Siena ed ebbe podesteria autonoma, nuovi ordinamenti politici ed economici. L’illuminata politica dei Lorena si interruppe nella fase napoleonica ma, dopo il Congresso di Vienna, Ferdinando III riprese la politica dei suoi predecessori promuovendo il risanamento della Maremma e della sua economia anche giovandosi del prezioso ministro Fossombroni. Leopoldo II continuò quindi l’opera di bonifica ed i Grossetani il 1° maggio 1846, gli inaugurarono sulla piazza un monumento. Monumento alla sua sensibilità e al suo amore verso questa terra, statua che viene detta dai grossetani di Canapone a causa dei capelli biondi del Granduca stesso.
La politica e il Risorgimento divisero in seguito i Grossetani dai Lorena, Grosseto partecipò attivamente ai moti del Risorgimento ed entrò a far parte del nascente Regno d’Italia. Partiti i Lorena iniziò ad essere una delle tante piccole città italiane alla ricerca di una identità ma i Savoia e i primi governi d’Italia non furono particolarmente attenti alle esigenze e alle problematiche di questa città che cadde nuovamente in un periodo di abbandono. Le bonifiche si interruppero e pochi e sporadici furono i lavori pubblici e di risanamento. Solo con il fascismo e poi con la riforma agraria la città tornò ad essere il centro di vaste opere di bonifica e crebbe sia economicamente che nel numero dei suoi abitanti.
Il centro storico di Grosseto è completamente racchiuso entro una cinta muraria fortificata che, come a Lucca, lo isola quasi completamente rispetto al resto della città, fatta eccezione per l’area di Porta Nuova dove nel corso dell’Ottocento fu demolita la porta cittadina, riempito il terrapieno del fossato e abbattuto un piccolo tratto di cortina muraria. L’attuale centro storico è il risultato della ricostruzione cinquecentesca delle mura, durante la quale assunsero un perimetro maggiore che allargò la superficie del centro storico cittadino rispetto al tessuto urbano medievale. La realizzazione delle Mura medicee significò l’abbattimento di molti edifici di epoca medievale, tra cui anche alcuni complessi religiosi, che sorgevano al di fuori del preesistente centro cittadino lungo il perimetro dove sorse l’attuale cinta di muraria.
Nelle epoche passate la città di Grosseto era suddivisa in tre terzieri, il Terzo di San Pietro nella parte settentrionale, il Terzo di Città nella parte centrale e il Terzo di San Giorgio nella parte meridionale: tali suddivisioni sono andate progressivamente scomparendo nel corso del tempo.
Per meglio orientarsi in città se ne presentano qui le principali strade e vie per poi descrivere meglio i monumenti che vi si trovano. Piazza Dante è la principale piazza cittadina e la sua conformazione è stata realizzata tra il Duecento e il Trecento. Da sempre è il cuore della vita civile e religiosa della città e nel mezzo è collocato il Monumento a Canapone (Granduca Leopoldo II di Lorena). Viene anche chiamata Piazza delle Catene poiché in una risistemazione ottocentesca vennero aggiunti pilastrini uniti da catene in ferro battuto di valore scenografico (tolte negli anni cinquanta – sessanta del 1900 sono state oggi ripristinate da un recente restauro).
Nella piazza troviamo il Duomo, il Palazzo Comunale e il Palazzo Aldobrandeschi (attuale sede della provincia). Il lato meridionale e quello occidentale sono caratterizzati da una serie di edifici che si articolano sopra un comune loggiato – porticato, che si sviluppa ad L senza soluzioni di continuità. Dalla piazza inizia Corso Carducci, principale via della città, collega Piazza Dante a Porta Nuova lungo un tratto dell’antico tracciato della Via Aurelia che attraversava il centro storico. Vi si affacciano la Chiesa di San Pietro, alcuni palazzi in stile liberty e neorinascimentale e il Palazzo Vescovile, divenuto sede della Curia diocesana dopo l’abbattimento del Palazzo dei Priori durante il Ventennio fascista.
Lungo il corso si apre anche Piazza Socci, piccola piazza nelle vicinanze della Chiesa di San Pietro, caratterizzata dalla presenza del monumento in bronzo ad Ettore Socci, realizzato agli inizi del secolo scorso. Altra importante piazza è Piazza Baccarini, caratterizzata dalla presenza del Monumento ad Andrea da Grosseto (scrittore giurista coevo di Dante Alighieri). Qui si affacciano il Palazzo del Vecchio Tribunale, oggi Museo archeologico e d’arte della Maremma e la Chiesa dei Bigi . Qui accanto, in Strada del Vinzaglio troviamo il Convento delle Clarisse, attiguo alla Chiesa dei Bigi e il relativo Chiasso delle Monache, caratteristico vicolo coperto a doppio arco.
Il Convento delle Clarisse ospita attualmente il Museolab della città di Grosseto. Nella vicina Piazza San Francesco, si affacciano la Chiesa di San Francesco e il complesso del Vecchio Spedale che attualmente ospita alcuni uffici comunali e il Polo Universitario Grossetano. Di fronte al fianco destro della chiesa vi è collocato un caratteristico pozzo. Si prosegue in Strada Ginori, caratteristica via del centro storico, che si snoda ad andamento semicircolare, parallelamente al lato nord-orientale delle Mura di Grosseto. Dalla Strada Ginori si entra in Piazza della Palma di forma rettangolare e così denominata per la presenza di una grande palma.
Qui vicina si trova Piazza dei Martiri d’Istia, piccola piazza del centro storico, chiusa sul lato orientale dalla facciata della Chiesa della Misericordia. Si prosegue in Via Pagliaunga, dove si trova una graziosa palazzina dei Conti omonimi con stemma di famiglia sul portale e si prosegue poi per Via San Martino che con i suoi negozi e le vetrine è la via tipica dello shopping grossetano. Alla fine della via si è ormai a Porta Vecchia. Si può risalire per Strada Ricasoli, breve via che collega Porta Vecchia a Piazza Dante, che costituiva un antico tratto della Via Aurelia che attraversava il centro storico da sud a nord. Gli edifici che vi si affacciano non presentano caratteristiche storiche o architettoniche rilevanti, fatta eccezione per quello che ospita la libreria all’imbocco di Piazza del Sale: al suo interno, sono conservati gli originari arredi in stile liberty.
Si ipotizza potesse essere l’antica via del Ghetto. Piazza del Sale, antica piazza del mercato cittadino prima del suo spostamento fuori delle mura, si estende a forma poligonale tra un tratto delle mura, Porta Vecchia e il Cassero del Sale. La via che corre ai piedi delle mura dalla parte interna veniva chiamata anticamente (fino all’1800) Strada del Giuoco del Cacio ma oggi tale denominazione è scomparsa e vi si sono sovrapposti più nomi. Lungo la parte occidentale, denominata attualmente Via Mazzini, si affaccia il Teatro degli Industri. La parte orientale, chiamata Via Saffi, costeggia invece le mura tra il Bastione Rimembranza e Porta Vecchia. Il gioco a cui allude il nome della strada consisteva in una forma di formaggio (cacio in dialetto toscano) da far rotolare per la via senza farla cadere, il gioco, molto popolare anche in altre zone d’Italia, è detto anche ruzzola.
Monumenti storici principali
Mura di Grosseto
Le Mura di Grosseto furono edificate a partire dal XII secolo, più volte distrutte e ricostruite, devono il loro aspetto attuale agli interventi effettuati tra il 1574 e il 1593 da Baldassarre Lenci su incarico di Francesco I de’ Medici.
La cinta muraria presenta un perimetro esagonale, con angoli difesi da bastioni poligonali a forma di freccia, con posti di guardia (garitte o “casini”) alla punta, mentre la vecchia cittadella del “Cassero Senese” era protetta inoltre da un secondo bastione della medesima forma, rivolto verso l’interno.
Sino al 1757 le mura furono circondate da un fossato esterno e da un argine di terra battuta. Con Leopoldo II, furono demolite nel 1855 torricelle e “casini”, ingentilendo l’aspetto della fortezza, che venne trasformata in passeggiata pubblica. Un bombardamento distrusse l’ultimo “casino” rimasto, detto “delle palle”, all’interno del quale si conservavano alcuni affreschi. Recenti interventi di restauro hanno riportato l’intera cerchia muraria agli antichi splendori.
Si conservano tuttora gallerie di servizio, magazzini e ridotti. Ambienti e percorsi sono pavimentati con mattoni a spina di pesce.
Lungo la cinta muraria di Grosseto si incontrano le seguenti architetture:
- Porta Vecchia
- Bastione Cavallerizza
- Bastione Molino a Vento
- Bastione Garibaldi
- Porta Nuova
- Bastione Rimembranza
- Bastione Fortezza
- Bastione di Santa Lucia
- Bastione della Vittoria
- Piazza d’Armi
- Cassero Senese
- Cappella di S. Barbara
- Bastione Maiano
- San Lorenzo
- San Francesco
- Convento delle Clarisse
- Chiesa di San Pietro
- Chiesa della Misericordia
- Palazzo Aldobrandeschi
- Palazzo Comunale
- Cassero del Sale
- Museolab
- Acquario Comunale
- Teatro degli Industri
- Area urbana











