Grosseto

Posted by on lug 5, 2011 in Grosseto, In evidenza, Media bar | 53 comments

Grosseto

Grosseto è una città di 77.424 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia e centro principale della Maremma. La città è sfiorata a sud dal fiume Ombrone (161 km), che nasce presso “San Gusmè”, nel versante sud-orientale dei Monti del Chianti e dopo un corso molto articolato, sfocia in mare nell’area del Parco Regionale della Maremma.

Le origini di Grosseto risalgono all’alto Medioevo. Gli sporadici ritrovamenti più antichi effettuati di recente in alcuni punti della città non sono sufficienti a provare un’origine etrusca o romana. Dall’agosto 803 la chiesa di San Giorgio in Grosseto e molti suoi beni (ma probabilmente non si tratta ancora di una vera e propria città) vennero dati in enfiteusi ad Ildebrando degli Aldobrandeschi, i cui successori furono conti della Maremma grossetana sino alla fine del XII secolo. Iniziò così il “dominio” degli Aldobrandeschi e la loro presenza in tutta la Maremma. Proprio in tale periodo la città raggiunse la sua maggior potenza. Nel 1137 la città, resasi sempre più indipendente dal governo dei vicari imperiali, non si sottomise all’Imperatore e venne così assediata dalle truppe tedesche calate in Maremma con il duca Arrigo di Baviera. Altra data importante, per la città, è quella del 1138 che segnò il trasferimento ufficiale a Grosseto della sede vescovile di Roselle e l’elevazione quindi al rango di città vera e propria.

Mentre si profilavano le prime idee di comune, la città prestò nel 1151 giuramento a Siena, con la quale nei primi del XII secolo stipulò accordi per il commercio del sale. Nel 1222 gli Aldobrandeschi concessero ai cittadini la facoltà di organizzarsi in Libero Comune e quindi di nominare un podestà, tre consiglieri e i consoli. Nell’entusiasmo generale l’atto di obbedienza fatto ai senesi venne ripudiato. Siena inviò quindi alcune truppe di soldati e venne  ristabilita, nel settembre del 1244, la fedeltà e l’obbedienza. Agli Aldobrandeschi si sostituì quindi Siena e si mantennero fermi i privilegi imperiali. Ospite di Grosseto fu nel 1224 proprio l’Imperatore Federico II, grande figura di politico, di mecenate e di uomo di cultura che fece “approdare” in questa terra molti nobili e poeti al suo seguito.

Umberto e Aldobrandino Aldobrandeschi, morto il padre Guglielmo, cercarono di riconquistare ai senesi il dominio perduto ma gli eserciti senesi, nel 1259, sconfissero nuovamente la città e nominarono come podestà un loro concittadino. Di nuovo libera da Siena dopo solo un anno, Grosseto combatté con Firenze nella battaglia di Montaperti (storica battaglia tra i ghibellini di Siena e i guelfi di Firenze e dove i fiorentini subirono una pesante sconfitta). Seguirono periodi di disordini e di guerre fra pretendenti di vario genere; Grosseto venne rioccupata, devastata, scomunicata da Clemente IV. Recuperò l’indipendenza e si dichiarò Repubblica con a capo Maria Scozia Tolomei.

Nel 1328 venne nuovamente assediata da un imperatore, Ludovico il Bavaro e proprio in questa occasione i grossetani aggiunsero la spada allo Stemma della città, un Grifone (simbolo etrusco) su campo rosso (colore del partito Ghibellino). L’imperatore venne sconfitto dopo quattro giorni di dura battaglia. Venne poi assediata dall’antipapa Nicola V nel 1336. Infine cadde sotto il definitivo controllo di Siena che ne domò la ribellione e l’indipendenza.

I grossetani continuarono comunque a tentare rivolte tra le quali quelle che, nel 1421, portarono ad uno Statuto. Seguirono poi le pestilenze del 1430 e del 1527 (a cui seguì l’anno successivo una incursione del corsaro Barbarossa). Nonostante tutto la città, nel 1552, riuscì a cacciare gli spagnoli che la presiedevano.

Con la Pace di Cateau-Cambrésis e la caduta di Siena sotto Firenze i Medici arrivarono in tutta la Toscana e trasformarono Grosseto in una vera e propria fortezza. Venne iniziata la costruzione delle mura, si creò l’Ufficio dei Fossi, mentre prosciugamenti e reti stradali cominciarono a prendere vita. I Medici però trascurarono poi Grosseto e le sue terre e la città scivolò in un angolo delle loro attenzioni indebolendosi e spopolandosi sempre più.

Solo con il passaggio ai Lorena del Granducato di Toscana nel 1737 e soprattutto grazie a Pietro Leopoldo, la Provincia di Grosseto fu separata da Siena ed ebbe podesteria autonoma, nuovi ordinamenti politici ed economici. L’illuminata politica dei Lorena si interruppe nella fase napoleonica ma, dopo il Congresso di Vienna, Ferdinando III riprese la politica dei suoi predecessori promuovendo  il risanamento della Maremma e della sua economia anche giovandosi del prezioso ministro Fossombroni. Leopoldo II continuò quindi l’opera di bonifica ed i Grossetani il 1° maggio 1846, gli inaugurarono sulla piazza un monumento. Monumento alla sua sensibilità e al suo amore verso questa terra, statua che viene detta dai grossetani di Canapone a causa dei capelli biondi del Granduca stesso.

La politica e il Risorgimento divisero in seguito i Grossetani dai Lorena, Grosseto partecipò attivamente ai moti del Risorgimento ed entrò a far parte del nascente Regno d’Italia. Partiti i Lorena iniziò ad essere una delle tante piccole città italiane alla ricerca di una identità ma i Savoia e i primi governi d’Italia non furono particolarmente attenti alle esigenze e alle problematiche di questa città che cadde nuovamente in un periodo di abbandono. Le bonifiche si interruppero e pochi e sporadici furono i lavori pubblici e di risanamento. Solo con il fascismo e poi con la riforma agraria la città tornò ad essere il centro di vaste opere di bonifica e crebbe sia economicamente che nel numero dei suoi abitanti.

Il centro storico di Grosseto è completamente racchiuso entro una cinta muraria fortificata che, come a Lucca, lo isola quasi completamente rispetto al resto della città, fatta eccezione per l’area di Porta Nuova dove nel corso dell’Ottocento fu demolita la porta cittadina, riempito il terrapieno del fossato e abbattuto un piccolo tratto di cortina muraria. L’attuale centro storico è il risultato della ricostruzione cinquecentesca delle mura, durante la quale assunsero un perimetro maggiore che allargò la superficie del centro storico cittadino rispetto al tessuto urbano medievale. La realizzazione delle Mura medicee significò l’abbattimento di molti edifici di epoca medievale, tra cui anche alcuni complessi religiosi, che sorgevano al di fuori del preesistente centro cittadino lungo il perimetro dove sorse l’attuale cinta di muraria.

Nelle epoche passate la città di Grosseto era suddivisa in tre terzieri, il Terzo di San Pietro nella parte settentrionale, il Terzo di Città nella parte centrale e il Terzo di San Giorgio nella parte meridionale: tali suddivisioni sono andate progressivamente scomparendo nel corso del tempo.

Per meglio orientarsi in città se ne presentano qui le principali strade e vie per poi descrivere meglio i monumenti che vi si trovano. Piazza Dante è la principale piazza cittadina e la sua conformazione è stata realizzata tra il Duecento e il Trecento. Da sempre è il cuore della vita civile e religiosa della città e nel mezzo è collocato il Monumento a Canapone (Granduca Leopoldo II di Lorena). Viene anche chiamata Piazza delle Catene poiché in una risistemazione ottocentesca vennero aggiunti  pilastrini uniti da catene in ferro battuto di valore scenografico (tolte negli anni cinquanta – sessanta del 1900 sono state oggi ripristinate da un recente restauro).

Nella piazza troviamo il Duomo, il Palazzo Comunale e il Palazzo Aldobrandeschi (attuale sede della provincia). Il lato meridionale e quello occidentale sono caratterizzati da una serie di edifici che si articolano sopra un comune loggiato – porticato, che si sviluppa ad L senza soluzioni di continuità. Dalla piazza inizia Corso Carducci,  principale via della città, collega Piazza Dante a Porta Nuova lungo un tratto dell’antico tracciato della Via Aurelia che attraversava il centro storico. Vi si affacciano la Chiesa di San Pietro, alcuni palazzi in stile liberty e neorinascimentale e il Palazzo Vescovile, divenuto sede della Curia diocesana dopo l’abbattimento del Palazzo dei Priori durante il Ventennio fascista.

Lungo il corso si apre anche Piazza Socci, piccola piazza nelle vicinanze della Chiesa di San Pietro, caratterizzata dalla presenza del monumento in bronzo ad Ettore Socci, realizzato agli inizi del secolo scorso. Altra importante piazza è Piazza Baccarini, caratterizzata dalla presenza del Monumento ad Andrea da Grosseto (scrittore giurista coevo di Dante Alighieri). Qui si affacciano il Palazzo del Vecchio Tribunale, oggi Museo archeologico e d’arte della Maremma e la Chiesa dei Bigi . Qui accanto, in Strada del Vinzaglio troviamo il Convento delle Clarisse, attiguo alla Chiesa dei Bigi e il relativo Chiasso delle Monache, caratteristico vicolo coperto a doppio arco.

Il Convento delle Clarisse ospita attualmente il Museolab della città di Grosseto. Nella vicina Piazza San Francesco, si affacciano la Chiesa di San Francesco e il complesso del Vecchio Spedale che attualmente ospita alcuni uffici comunali e il Polo Universitario Grossetano. Di fronte al fianco destro della chiesa vi è collocato un caratteristico pozzo. Si prosegue in Strada Ginori, caratteristica via del centro storico, che si snoda ad andamento semicircolare, parallelamente al lato nord-orientale delle Mura di Grosseto. Dalla Strada Ginori si entra in Piazza della Palma di forma rettangolare e così denominata per la presenza di una grande palma.

Qui vicina si trova Piazza dei Martiri d’Istia, piccola piazza del centro storico, chiusa sul lato orientale dalla facciata della Chiesa della Misericordia. Si prosegue in Via Pagliaunga, dove si trova una graziosa palazzina dei Conti omonimi con stemma di famiglia sul portale e si prosegue poi per Via San Martino che con i suoi negozi e le vetrine è la via tipica dello shopping grossetano. Alla fine della via si è ormai a Porta Vecchia. Si può risalire per Strada Ricasoli, breve via che collega Porta Vecchia a Piazza Dante, che costituiva un antico tratto della Via Aurelia che attraversava il centro storico da sud a nord. Gli edifici che vi si affacciano non presentano caratteristiche storiche o architettoniche rilevanti, fatta eccezione per quello che ospita la libreria all’imbocco di Piazza del Sale: al suo interno, sono conservati gli originari arredi in stile liberty.

Si ipotizza potesse essere l’antica via del Ghetto. Piazza del Sale, antica piazza del mercato cittadino prima del suo spostamento fuori delle mura, si estende a forma poligonale tra un  tratto delle mura, Porta Vecchia e il Cassero del Sale. La via che corre ai piedi delle mura dalla parte interna veniva chiamata anticamente (fino all’1800) Strada del Giuoco del Cacio ma oggi tale denominazione è scomparsa e vi si sono sovrapposti più nomi. Lungo la parte occidentale, denominata attualmente Via Mazzini, si affaccia il Teatro degli Industri. La parte orientale, chiamata Via Saffi, costeggia invece le mura tra il Bastione Rimembranza e Porta Vecchia. Il gioco a cui allude il nome della strada consisteva in una forma di formaggio (cacio in dialetto toscano) da far rotolare per la via senza farla cadere, il gioco, molto popolare anche in altre zone d’Italia, è detto anche ruzzola.

Monumenti storici principali

Mura di Grosseto

Le Mura di Grosseto furono edificate a partire dal XII secolo, più volte distrutte e ricostruite, devono il loro aspetto attuale agli interventi effettuati tra il 1574 e il 1593 da Baldassarre Lenci su incarico di Francesco I de’ Medici.
La cinta muraria presenta un perimetro esagonale, con angoli difesi da bastioni poligonali a forma di freccia, con posti di guardia (garitte o “casini”) alla punta, mentre la vecchia cittadella del “Cassero Senese” era protetta inoltre da un secondo bastione della medesima forma, rivolto verso l’interno.
Sino al 1757 le mura furono circondate da un fossato esterno e da un argine di terra battuta. Con Leopoldo II, furono demolite nel 1855 torricelle e “casini”, ingentilendo l’aspetto della fortezza, che venne trasformata in passeggiata pubblica. Un bombardamento distrusse l’ultimo “casino” rimasto, detto “delle palle”, all’interno del quale si conservavano alcuni affreschi. Recenti interventi di restauro hanno riportato l’intera cerchia muraria agli antichi splendori.
Si conservano tuttora gallerie di servizio, magazzini e ridotti. Ambienti e percorsi sono pavimentati con mattoni a spina di pesce.
Lungo la cinta muraria di Grosseto si incontrano le seguenti architetture:

La più antica porta cittadina, si apre all’angolo meridionale delle mura, consentendo il passaggio dell’antico tracciato della Via Aurelia all’interno del centro storico.
Costruito nel 1575, il bastione poligonale costituisce il vertice meridionale della cinta muraria, sviluppandosi a fianco della Porta Vecchia. Il giardino che vi è compreso lungo la passeggiata pedonale all’inizio del Novecento ospitava spettacoli durante la stagione estiva.
Edificato anch’esso nella seconda metà del Cinquecento, costituisce il vertice sud-occidentale della cerchia muraria; originariamente vi si trovava un mulino a vento. Il giardino, che comprende aree per la coltura di agrumi, è ornato da una caratteristica vasca ottocentesca.
Realizzato nel 1577, costituisce il vertice nord-occidentale delle Mura di Grosseto. La denominazione è conferita dalla presenza del monumento a Giuseppe Garibaldi; sul bastione fu aggiunto, negli anni 30 del secolo scorso]], un edificio moderno che attualmente ospita una sala da ballo.
Costituiva la seconda porta di accesso al centro cittadino, sul lato settentrionale della cinta muraria. Una serie di interventi effettuati negli ultimi due secoli hanno determinato, prima l’abbattimento della porta e di un breve tratto delle mura attigue, successivamente il collocamneto di una cancellata in ferro e ghisa, la Barriera di Porta Nuova, definitivamente rimossa durante il secolo scorso.
Costruito nel 1577, costituisce il vertice settentrionale della cinta muraria. Durante il secolo scorso il suo giardino è stato trasformato in Parco della Rimembranza, con il Monumento ai Caduti e il Monumento al Milite Ignoto che presero il posto dell’originaria polveriera che vi si trovava. Negli anni 60 vi furono collocati anche alcuni resti archeologici rinvenuti, creando una sorta di Parco-Museo.
Imponente complesso di forma pentagonale che costituisce il vertice nord-orientale della cerchia muraria. Terminato nel 1593, è costituito dal Bastione della Vittoria e dal Bastione di Santa Lucia (rivolti verso l’nterno) e include il Cassero Senese, la Piazza d’Armi e la Cappella di Santa Barbara, che costituivano la cittadella fortificata di Grosseto.
Baluardo minore che costituisce il vertice nord-occidentale del Bastione Fortezza, racchiude il Cassero Senese sul lato rivolto verso il centro storico cittadino. Comprende una serie di cannoniere e una garitta perfettamente conservata, chiamata Casino della Sentinella.
Situato al vertice meridionale del Bastione Fortezza, include una serie di cannoniere e conserva ancora una garitta, denominata anch’essa Casino della Sentinella.
Di forma rettangolare, si apre nel cuore del Bastione Fortezza. Vi si affacciano una serie di edifici di origini cinquecentesche, tra cui anche la Cappella di Santa Barbara. Nella piazza vi è collocato un coevo pozzo, con cisterna interrata, per la raccolta e la conservazione dell’acqua.
Di origini trecentesche, è una delle fortificazioni che costituiva la primordiale cinta muraria medievale. Molto caratteristico è il doppio arco presente sul lato esterno, in cui è collocato lo stemma senese. La struttura venne poi inglobata nell’edificazione medicea che la modificò sostanzialmente fino a trasformarla in una vera e propria cittadella fortificata facente parte del Bastione Fortezza. Dei medici gli stemmi sul portone e sul pozzo nel cortile interno.
Cappella militare cinquecentesca originariamente dedicata a Santa Lucia, è inglobata in altri edifici di origini coeve. Fino a metà Ottocento, vi venivano tumulate le salme dei militari caduti.
Il più antico bastione, fu costruito nel 1566, quasi un decennio prima della ristrutturazione medicea delle mura; costituisce il vertice sud-orientale della cerchia muraria. Sul bastione vi si trovava il caratteristico Casino delle Palle, garitta così denominata per lo stemma mediceo che vi era collocato, distutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.
Cattedrale di San Lorenzo: Intitolata al santo patrono della città, è il duomo di Grosseto. Sorse al posto della più antica chiesa di Santa Maria Assunta, divenuta provvisoria cattedrale nel 1138, al tempo del trasferimento della diocesi da Roselle sotto il vescovo Rolando. La nuova costruzione è in stile gotico italiano, i lavori vennero cominciati nel 1294 ad opera dell’architetto e scultore Sozzo Rustichini, di Siena. Tuttavia i lavori subirono numerose interruzioni e la chiesa subì estesi rimaneggiamenti e ristrutturazioni fino ad assumere un aspetto gotico abbastanza unitario. Attualmente si mantiene di aspetto piacevole pur considerando i recenti restauri e le ricostruzioni dovute agli eventi bellici.
Chiesa di San Francesco: Situata nell’omonima piazza. Sorse in epoca medievale e, prima di passare ai Francescani era un importante convento benedettino. Si trovava fuori dalle mura medicee edentrò nell’area urbana dalla loro edificazione. Il complesso ha subito molti restauri e in epoche molto diverse, il campanile fu ricostruito nella prima metà del Novecento. Molto caratteristico è il tabernacolo ligneo che spicca sulla facciata.Nel suo interno sono custodite opere d’arte di vari periodi storici. Di pregio è il crocifisso esposto sopra l’altare, è un dipinto su tavola tardoduecentesco dall’attribuzione controversa. «La paternità oscilla infatti tra Duccio di Buoninsegna del primo periodo qui fortemente influenzato da Cimabue e il cosiddetto “Maestro di Badia a Isola”, un pittore sempre senese, da porsi stilisticamente tra i due maestri più noti, Cimabue e Duccio stesso. Al centro del chiostro sorge il caratteristico Pozzo della Bufala in travertino
Situato all’imbocco di Strada del Vinzaglio presso Piazza San Francesco. Annessa al convento si trova la Chiesa dei Bigi. Sia il Convento delle Clarisse che la Chiesa dei Bigi sono attualmente sconsacrati. L’intero complesso mantiene parte delle caratteristiche medievali delle sue probabili origini ma si individuano notevoli una ricostruzioni e rimaneggiamenti anche seicenteschi e in stile barocco. Attualmente la struttura è sede del Museolab della città di Grosseto e del polo universitario.
Il più antico edificio religioso di Grosseto. Venne edificato lungo il tratto della Via Aurelia che attraversava il centro cittadino ed era originariamente una chiesa plebana e stazionale lungo l’antica via consolare.
Sorta nel XII secolo come oratorio, appartenne poi a vari ordini religiosi per passare poi alla omonima confraternita nei primi decenni dell’Ottocento epoca in cui venne risistemato fino ad assumere l’aspetto attuale. Ospitava alcune opere d’arte attualmente esposte nella sezione dedicata all’Arte Sacra del Museo Archeologico e d’Arte della Maremma.
Sede della Provincia di Grosseto, si trova sul lato orientale di Piazza Dante. Il fabbricato attuale venne quasi interamente ricostruito agli inizi del secolo scorso dall’architetto Lorenzo Porciatti demolendo e inglobando totalmente un antico palazzo medievale. La struttura si presenta oggi in stile neogotico con finestre a bifora e a trifora caratterizzate da archi a sesto acuto la parte in alto termina con una merlatura e l’insieme si ispira alle strutture antiche delle città toscane.
Sede del Sindaco del Comune di Grosseto, della Giunta e del Consiglio Comunale. Si trova sul lato settentrionale di Piazza Dante sullato sinistro del duomo. L’edificio, di origini incerte, è stato costruito in stile neorinascimentale nella seconda metà dell’Ottocento.
Si trova sull’omonima piazza, sul lato opposto rispetto a Porta Vecchia. Il fabbricato venne costruito nel corso del Trecento come punto di lavorazione, immagazzinaggio,distribuzione ed esportazione del sale proveniente dalle saline anticamente poste lungo la costa grossetana. Per alcuni secoli ha ospitato la dogana addetta al controllo di tutte le attività relative alla produzione e al commercio del sale.
Ospitato nell’antico convento delle Clarisse accanto alla Chiesa dei Bigi, il Museolab nasce al termine del progetto di archeologia urbana promosso dalla Amministrazione Comunale di Grosseto in collaborazione con l’area di Archeologia medievale dell’Università di Siena e la Soprintendenza Archeologica per la Toscana fra il 1998 e il 2003.
Sede distaccata del Museo di Storia Naturale della Maremma, ospita numerose specie marine che vivono nelle acque antistanti il litorale grossetano.
Storica istituzione teatrale della città e dell’intera provincia, ospita numerosi spettacoli di prosa. Viene sfruttato eccezionalmente come auditorium per ospitare conferenze tenute da relatori di grande prestigio culturale.
L’area urbana della città di Grosseto si estende per pochi chilometri quadrati al di fuori della cinta muraria che racchiude il nucleo storico. La città fuori dalle mura è relativamente recente ed è legata alle epoche delle bonifiche Già dall’ Ottocento sorsero alcuni nuclei abitativi soprattutto nell’asse verso la stazione ferroviaria dove sono visibili alcuni palazzi in stile liberty. Vicino alle mura, in direzione della stazione, si Trova Piazza Rosseli, conosciuta come Piazza della Vasca. Grande piazza caratterizzata dalla fontana centrale e sulla quale si aprono alcuni palazzi di epoche e stili molto eterogenei, tra cui le Poste centrali e la Questura. Nei primi decenni del secolo scorso furono costruite chiese monumentali nei nuovi quartieri della città; alcune in stile neomedievale (Chiesa di San Giuseppe e Chiesa di San Giuseppe Cottolengo), altre in stile moderno-funzionalista (Chiesa del Sacro Cuore).
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