Il Giardino dei Tarocchi

Posted by on lug 28, 2011 in Capalbio, In evidenza | 2.159 comments

Il Giardino dei Tarocchi

Ideato e voluto dall’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle.è un parco artistico che sorge a Garavicchio vicino a Capalbio in Toscana ed popolato da statue immerse nella rigogliosa macchia mediterranea. Le sculture, ispirate agli arcani maggiori dei Tarocchi, ci appaiono dense di significati simbolici ed esoterici e sono l’ultima tappa di un percorso artistico complesso e personalissimo iniziato da Niki de Saint Phalle  già a metà degli anni Sessanta, dopo aver abbandonato il Nouveau Réalisme e gli assemblaggi polimaterici. Già negli anni sessanta infatti realizza le cosiddette “Nanas”, grandi figure femminili, morbide e sinuose percorribili ed abitabili. La prima  la Hon  venne realizzata nel 1966 per il Museo di Stoccolma mentre la più famosa  la Tete , fu terminata nel 1973 nel bosco di Milly-la-Foret in Francia e dichiarata monumento nazionale dal presidente Mitterrand.
Seguendo l’ispirazione avuta durante la visita al Parque Guell di Antoni Gaudí a Barcellona, poi rafforzata dalla visita al giardino di Bomarzo, Niki de Saint Phalle inizia la costruzione del Giardino dei Tarocchi nel 1979. Realizzando  il sogno magico e spirituale della sua vita, Niki de Saint Phalle si è dedicata alla costruzione delle ventidue imponenti figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate.  Per più di diciassette anni, aiutata, oltre che da alcuni operai specializzati, da un’équipe di nomi famosi nel panorama dell’arte contemporanea come Rico Weber, Sepp Imhof, Paul Wiedmer, Dok van Winsen, Pierre Marie ed Isabelle Le Jeune, Alan Davie, Marino Karella. Figura importantissima è soprattutto il marito Jean Tinguely, scomparso nel 1991, che ha realizzato le strutture metalliche delle grandissime sculture e ne ha integrate alcune con le sue mécaniques, assemblaggi semoventi di elementi meccanici. L’architetto  Mario Botta ha invece progettato il padiglione di ingresso voluto come una porta rotonda che divide  il Giardino, luogo magico e di sogno, dalla realtà quotidiana.

Il percorso nel parco non ha un ordine prestabilito, come  infatti ci vengono scoperte le carte dei tarocchi durante una seduta, lungi dall’essere un parco di divertimenti ci fa compiere piuttosto una sorta di percorso iniziatico del tutto personale che è contraddistinto soprattutto dalla forte presenza di un Femminile materno e potente. Il cromatismo vivace e solare ispirato a maestri come Picasso,  Matisse e Klee , le forme dilatate e prorompenti come enormi apparecchiature neobarocche rapiscono i sensi dello spettatore, sorprendendo e svelandosi all’improvviso e trasportandoci in un mondo di sogno.

 

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