Isola del Giglio

Posted by on lug 5, 2011 in Approfondimenti, Arcipelago Toscano, In evidenza, Media bar | 204 comments

Isola del Giglio

Il Giglio è la seconda isola per estensione dell’arcipelago e naturalmente fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il parco marino più importante d’Europa. Ha un’estensione di circa 20 kmq, con un perimetro di circa 22km. Vi sono tre centri abitati, situati nella parte nord dell’isola: il centro più antico è Giglio Castello, situato su uno dei poggi più elevati a 405 m di altezza. Sulla costa orientale è situato Giglio Porto, dove arrivano i traghetti di linea. Sul lato opposto al porto l’abitato più nuovo e più legato al turismo, Campese. L’area parco occupa invece la parte sud dell’isola, quasi priva di strade e di edifici. La vetta più alta, Poggio della Pagana raggiunge i 496 m di altezza.

Frequentata sin dall’epoca neolitica, era conosciuta dai greci come Aegilium e dai Romani nominata Igilium in riferimento alle capre che la abitavano (igilion vuol dire capra). Solo frequentata dagli etruschi e non abitata in modo stabile furono i romani a colonizzarla in modo permanente. Dal I secolo appartenne ai Domizzi Enobarbi (come Giannutri e L’Argentario), potente famiglia romana a cui apparteneva anche l’Imperatore Nerone, proprio i Domizzi costruirono le tre ville i cui resti sono in parte visibile all’Argentario, a Giannutri e al Porto dell’Isola mentre  Rutilio Namiziano (De Redito suo, Il mio ritorno) ci racconta che nel V secolo vi si rifugiarono molti romani in fuga dal sacco dei Goti.

Successivamente al crollo di Roma appartenne a molti proprietari tra cui alla Abbazia delle Tre Fontane, agli Aldobrandeschi, ai Pannocchieschi, ai Caetani, al Comune di Perugia. Dal 1264 divenne proprietà della Repubblica Marinara di Pisa poi di Firenze dal 1406. Nel 1448 fu presa dalla Spagna che tentò di ripopolarla con famiglie straniere. Nel 1449 venne acquistata dai Piccolomini e dal 1558 entrò nel Granducato Mediceo e ne seguì le sorti successive.

GIGLIO PORTO

Si sviluppa in una insenatura rocciosa di particolare fascino di fronte al Monte Argentario ed caratterizzato da piccole case colorate tipiche dei paesi mediterranei sul mare. A sinistra, arrivando dal mare, si vede la torre del Saraceno, di forma circolare, fatta costruire dai medici a metà del XVI sec. Poco distante, in una piccolissima caletta detta Bagno del Saraceno, ai piedi delle case che spuntano direttamente dalla imponente scogliera, si individuano i resti sommersi delle vasche della Villa Romana usate per gli allevamenti del pesce, mentre altri resti di murature appaiono ormai inglobate nelle case circostanti. La villa era anticamante molto estesa e parte dei mosaici sono ormai all’interno delle strutture alberghiere del Saraceno hotel, mentre il porto è stato distrutto per i lavori della costruzione del molo del 1796. Poco lontana dal paese la Torre del Lazzaretto edificata nel XVI sec.

GIGLIO CASTELLO

Il paese fortificato si trova in alto sulle cime dell’Isola e si affaccia a precipizio verso il mare. La parte più in alto è sovrastata dall’ imponente Rocca Pisana da cui parte la cinta muraria del XII secolo che circonda ancora intatta le case e le altre strutture del paese. Particolarmente imponente si presenta il portale di entrata composto da un avamposto fitto di feritoie e murature che poggiano su giganteschi blocchi massi di granito. L’interno è formato da un fitto intreccio di stradine e vicoli spesso scavalcati da archi, con scale esterne e terrazzini. La Rocca quadrangolare ha torri angolari. Il camminamento di ronda delle mura corre intorno al paese, in parte percorribile, offre scorci splendidi sull’isola e il mare . La chiesa dedicata a S.Pietro ha origini molto antiche ma mostra una forma frutto di ripetuti rifacimenti. Nell’interno un insieme di arredi sacri, alcune armi tolte ai Turchi nella battaglia del 1799. Uno splendido Crocifisso in avorio attribuito al Giambologna e un’urna a forma di braccio contenente le reliquie del Santo Patrono dell’Isola, Mamiliano.

CAMPESE

La strada scende ripida dal Castello al Campese e lungo la strada incontriamo vigneti e coltivi con qualche palmento, antiche costruzioni per uso agricolo e la lavorazione dell’uva usati anche come tini e ormai quasi del tutto in disuso. La spiaggia del Campese con il suo colore giallo intenso e rosso è la più grande dell’isola ed ha un particolare fascino incorniciata dall’imponente faraglione e dalla splendida torre del XVII sec. costruita per il controllo della pesca del Corallo. La baia non ha altri edifici di particolare pregio e valore storico a parte  alcuni resti archeologici risalenti alle frequentazioni etrusche non attualmente visitabili. Nelle acque antistanti il Campese venne ritrovato subacqueo di una nave etrusca o greca databile al VI sec. A.C  e rinvenuto a quaranta metri di profondità.

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