Isola di Giannutri

Posted by on lug 4, 2011 in Arcipelago Toscano, Media bar | 1 comment

Isola di Giannutri

L’isola è interamente calcarea ed ha una caratteristica forma a mezza luna e con coste scoscese e ripide e scoscese dove è difficile attraccare se non nelle due baie di Spalmatoio e Cala Maestra. La vegetazione splendida e la grandezza degli spettacoli naturali rendono l’isola unica e indimenticabile. L’isola è priva di strade asfaltate, di cavi elettrici e del telefono. Le case abitate anche se presenti sono poche e limitate all’area degli attracchi, gli abitanti residenti sono circa 10. La costa offre panorami fra i più straordinari dell’arcipelago, soprattutto nella zona detta dei Grottoni. La scogliera calcarea è qui solcata da profonde fenditure e grotte sovrastate da un faro semi abbandonato immerso nella vegetazione spontanea delle garighe, tutto intorno una colonia nidificante di Gabbiano reale di molte centinaia di coppie.

Si cammina, in primavera, su sentieri a precipizio sul mare ovunque circondati dal mare di una colorazione blu intensa e magnifica mentre intorno le forti grida dei gabbiani in volo che cercano di spaventare i visitatori per allontanarli dai nidi. Poiché i nidi sono posti direttamente a terra con le uova o i pulcini spesso poco visibili, si consiglia di stare attenti a non danneggiarli e di non toccare assolutamente le uova per non disturbare la nidificazione.

Anticamente conosciuta fra i marinai greci come Artemisia venne poi chimata Dianum dai Romani ed era dedicata alla dea Artemide dei Greci o a Diana dei Romani. Alcuni studi presumono fosse un’isola sacra consacrata alla Dea stessa. Mai abitata stabilmente se non dai Domizzi (antica famiglia romana a cui apparteneva l’imperatore Nerone) cambiò molti proprietari come l’Isola del Giglio. Divenne sconosciuta spolpolata e rifugio di pirati fino a che non vi si trasferì Gualtiero Adami nel 1882, un ex garibaldino che visse in solitudine con la sua amata fino al 1922 anno in cui morì. Narra una leggenda di Giannutri che la giovane compagna di Adami non abbia mai lasciato l’isola e ne faccia ancora parte come spirito libero e selvaggio.

La grande villa dei Domizzi è meglio conservata nel versante di Cala Maestra ma si estendeva anticamante su entrambe i versanti. In alto una zona signorile su più terrazze e ricca decorazione di mosaici. Si conserva ancora il peristilio, il ninfeo e le terme. Più a nord la zona dei servi. Altri ruderi sono inglobati nel piccolo ristorante dell’isola che si trova proprio nella  zona di attracco di Cala Maestra che da sempre, insieme allo Spalmatoio, dove sono altri resti romani, sono gli unici punti possibili per scendere sull’isola. La villa venne abitata fino al V secolo ma subì grandi modifiche ad opera di Gualtiero Adami che utilizzo una parte dei ruderi per farne la propria abitazione.

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