Le altre isole

Posted by on lug 3, 2011 in Arcipelago Toscano, Media bar | 8 comments

Le altre isole

La leggenda narra che la dea Venere possedeva una splendida collana e che, per togliersi la veste nel raggiungere i suo amante marinaio sulle acque del nostro mare, la chiusura si ruppe e le perle caddero in acqua. Le perle cadute in mare si trasformarono quindi nelle Isole dell‘Arcipelago Toscano. Isole differenti per natura e geologia come differenti erano le perle che le generarono. L’Elba è  l’isola più grande e maestosa, con le sue coste, i suoi paesi, le sue montagne. Ma ciascuna isola fa parlare di sé per tanti altri motivi.

Le isole sono tanto diverse l’una dall’altra che nemmeno l’origine geologica le accomuna.

Gorgona che con i suoi 220 ha è la più piccola dell’Arcipelago Toscano, ha circa 50 residenti civili. Non c’è un porto, ma solo un approdo per scialuppe che portano turisti e parenti dei detenuti, con servizio regolare della Toremar. L’isola è aspra e selvaggia ricca copertura vegetale e sede di una colonia penale tuttora in funzione.

Capraia, comune di 385, dominata da rocce, garighe e macchia mediterranea, con un piccolo porto di fronte all’unico abitato. E’ l’unica isola di origine vulcanica ed è la terza per grandezza dell’arcipelago toscano dopo l’Elba e il Giglio. All’estrema punta meridionale sono visibili i resti di un antico vulcano non più attivo ed esploso in epoca remota lasciando traccia nelle pareti rocciose a forma di tronco di cono, con colori tra il rosso e il nero.

L’Elba, è la più grande delle isole dell’Arcipelago toscano e la terza più grande d’Italia (223 km²). Ha panorami estremamente vari e essendo la più abitata e la più turistica, è anche quella che purtroppo ha risentito maggiormente delle attività legate alla presenza dell’uomo. L’isola è divisa in otto comuni, tutti nella provincia di Livorno: quello principale è Portoferraio, per un totale di circa 30 mila abitanti, che aumentano notevolmente durante l’estate. Non tutto il suo territorio emerso è parte del Parco Nazionale.

Pianosa di dimensioni medie (10,3 km²) rispetto alle altre isole dell’arcipelago. Pianosa, come dice il nome stesso, è l’unica isola dell’arcipelago con caratteristiche completamente pianeggianti (il punto più alto raggiunge i 29 metri). Di forma vagamente triangolare, è caratterizzata da tratti di costa rocciosa e da zone sabbiose. Anche se con aree coltivate è particolarmente brulla ed era anch’essa sede di una casa di pena chiusa nel 1998. L’isola è oggi visitabile solo con Guide Ambientali. Formatasi per distacco di frammenti rocciosi provenienti da altre formazioni geologiche, presenta fondali stupendi e una natura ben conservata.

Montecristo, la più misteriosa isola dell’arcipelago, inclusa nel comune di Portoferraio dell’Elba e quindi della provincia di Livorno ma completamente disabitata se si esclude il guardiano. Costituisce una Riserva Naturale Statale Integrale e fa parte comunque del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. E’ un blocco di granito che si innalza fino a quasi 650m di altezza pur nella sua limitata ampiezza: mari limpidisimmi e protetti integralmente, l’accesso solo per scopi scolastici o di ricerca la rende misteriosa e affascinante. Il suo nome deriva da San Mamiliano, che la dedicò a Cristo dopo aver combattuto, secondo leggenda, contro un drago (precedentemente era dedicata a Giove). L’isola è legata al romanzo Il Conte di Montecristo dello scrittore francese Alexandre Dumas che trasse ispirazione dalla sua assenza di civiltà e dal fascino che da sempre la caratterizza.

Le Formiche di Grosseto che,  poco più di scogli, si ergono improvvisamente da un fondale profondo circa 100 metri. Sono poste davanti alla costa grossetana del Parco Regionale della Maremma e si tratta in totale di tre isolotti, disposti in fila uno dietro l’altro, sul più grande del quale si trova un faro. Completamente disabitate sono meta molto ricercata per le escursioni subacquee anche a causa dei numerosi relitti e reperti archeologici sui fondali.

Share Button

Leave a Comment