Monterotondo Marittimo e il Parco delle Biancane

Posted by on lug 5, 2011 in Colline Metallifere, Media bar | 3 comments

Monterotondo Marittimo e il Parco delle Biancane

Pochi metri fuori dal centro abitato di Monterotondo il nostro sguardo incontra uno degli spettacoli più emozionanti che ci possa capitare di incontrare Le Biancane: manifestazione geotermica naturale che nel tempo ha creato un ambiente di “dantesca” memoria con fuoriuscite di vapore dal terreno (fumacchi) e ha reso il terreno di un colore grigio-biancastro con depositi gialli di zolfo.

La vegetazione è molto scarsa a causa dell’elevata temperatura del sottosuolo e con presenza di “flora atipica” come il Brugo (Calluna vulgaris) e la Sughera (Quercus suber).
La presenza soprattutto della Sughera è da ritenersi straordinaria, visto che solitamente non si trova sopra ai 400 m s.l.m date le sue caratteristiche “termofile”.

Lo sfruttamento da parte dell’uomo di questo fenomeno parte da molto lontano, ma è sotto il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena che Uberto Francesco Hoefler, incaricato del ruolo di “ Provvisioniere delle reali farmacie”, nel 1777 scoprì la presenza nelle acque sulfuree di acido borico. Sarà solo però nel 1810 che fu preso un brevetto per la preparazione del borace e a partire dal 1812 diverse società si alternarono per la preparazione di acido borico e di borace, fino ad arrivare al 1817 anno in cui la Brouzet-Guerrazzi di Monterotondo riuscì a diventare la maggiore produttrice di questa sostanza a livello europeo.

L’estrazione dell’acido borico perdurò tra alti e bassi e con proprietari diversi fino al 1958, mentre fu incrementata la produzione di energia elettrica di natura geotermica a livello industriale iniziata nel 1916.
Nel 1918 fu costruita una centrale produttiva presso il Lago Boracifero da 250 KW, mentre la centrale geotermoelettrica dell’Enel posta davanti al centro storico di Monterotondo risale al 1958.

La sua modernizzazione è del 2002 e va a sfruttare il vapore dell’area circostante. Le quattro centrali del comune con la loro produzione riescono a coprire il 70% dell’intero fabbisogno energetico del grossetano.

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