Necropoli di Sovana

Posted by on lug 28, 2011 in Aree Archeologiche, In evidenza | 20 comments

Necropoli di Sovana

L’Area Archeologica di Sovana si trova a ovest del paese ed è posta più nella valle, lungo la strada che porta a San Martino sul Fiora.  Oltre al valore storico-archeologico merita una visita anche per la bellezza dell’ambiente naturale dove le necropoli sono inserite. Il territorio fa parte del Parco Archeologico del Tufo che si estende in una vastissima area tra Pitigliano, Sorano e Sovana.
l’Area Archeologica di Sovana e le sue tombe etrusche scavate nel tufo spiccano fra tutte quelle del territorio del Parco sia per la grandezza delle strutture che per il numero molto consistente. Le tombe presenti nella zona sono infatti un centinaio e si ritiene solo in parte censite.
Notevoli esempi sono la Tomba della Sirena (III sec a.C), a edicola, con una figura di sirena bicaudata (Scilla) sul frontone in località Poggio di Sopra Ripa, la Tomba del Tifone (II sec. a.C) sempre ad edicola sul Poggio Stanziale, la Grotta Pola ( IIIsec a.C ) sul Poggio Prisca e, soprattutto, la monumentale Tomba Ildebranda sul Poggio Felceto. Recentemente è stata inoltre rinvenuta una nuova tomba, Detta del Genio Alato che mostra opere statuarie recanti ancora tracce di colore. Sono inoltre presenti sul territorio tombe a Dado e Semidado, dalla tipica forma scolpita nel tufo e a semplice pozzo nel terreno.
La più famosa è senza dubbio Tomba Ildebranda, completamente scavata nella rupe tufacea, si presenta come un’enorme scultura monumentale che riproduce un tempio italico con porticato a sei colonne che poggiano su un alto podio a cui si accede con due scalinate laterali. Risale al III- II sec a.C. La camera funeraria è raggiungibile attraverso un lungo corridoio centrale in discesa. Di lato si apre un’ulteriore camera funeraria riferibile ad una tomba più antica (VI-V sec a.C), mutilata alla costruzione di Tomba Ildebranda. La Tomba,  scoperta nel 1924 da uno dei fratelli Rosi, è stata indagata  da Ranuccio Bianchi Bandinelli e fu così chiamata in onore di Ildebrando di Sovana. Scoperta recente è invece la Tomba del Demone Alato, venuta alla luce grazie ad una piccola frana che ne ha messo in luce i resti. Questa tomba monumentale è già destinata a scalzare l’importanza delle altre della necropoli per aver conservato ancora la statuaria e le decorazioni frontali in maniera ottimale, in alcuni casi è conservata anche la colorazione. Assolutamente da visitare!

Vie Cave
Le necropoli etrusche erano collegate da una fitta rete di vie molto particolari e scenografiche, forse utilizzate come vie sacre oltre che come strade ordinarie, e oggi dette vie cave o cavoni. Interamente scavate nel tufo offrono uno spettacolo unico e irripetibile oltre ad essere uno dei più affascinanti trekking archeologici che si possa  percorrere, lungo i loro tracciati si rinvengono aree di necropoli e piccoli oratori rupestri cristiani. 

Share Button

Leave a Comment