Leccio (Quercus ilex)
Questa quercia sempreverde è la pianta climax dell’ambiente mediterraneo: in pratica, se l’uomo non intervenisse a modificare l’ambiente collinare mediterraneo, questo albero sarebbe la specie dominante. Ha un legno durissimo (persino più denso dell’acqua) ricco di tannini. Nel passato è stato utilizzato per ottenere carbone vegetale tramite il lavoro dei carbonai, figure tipiche di queste zone fino agli anni ’40. Il cinghiale è molto goloso delle sue ghiande.
Sughera (Quercus suber)
L’altra quercia sempreverde mediterranea ha la caratteristica quasi unica di accumulare di anno in anno sughero sulla superficie della corteccia, senza romperlo. Da sempre l’uomo ha utilizzato questa risorsa naturale per molti scopi: come isolante termico o acustico, come materiale idrofobo (per esempio per produrre tappi) o per l’artigianato locale. La sua raccolta è limitata a una volta ogni 7-14 anni pertanto ultimamente si sono trovate alternative più economiche per ottenere prodotti simili artificialmente.
Lentisco (Pistacia lentiscus)
Arbusto sempreverde dall’intenso profumo e dalla grande diffusione fino alle nostre spiagge, con i suoi piccoli frutti è da sempre stato nella tradizione popolare utilizzato per vari scopi. Gli abitanti della fascia costiera l’hanno utilizzato a lungo per produrre un olio combustibile per lampade, gli isolani del Giglio anche per un consumo alimentare data la scarsità di olivi.
Mirto (Myrtus communis)
Sebbene il liquore ricavato dai suoi frutti e dalle sue foglie in autunno sia tipico della Sardegna, anche in Toscana questo arbusto è estremamente diffuso e utilizzato con scopi identici. Anche in cucina ramoscelli di mirto vengono utilizzati per arricchire il sapore della carne con aromi selvatici e pungenti. E’ una pianta sempreverde, l’ultima a fiorire in estate con piccoli fiori bianchi, diffusa soprattutto nelle nostre coste e pinete.
Corbezzolo (Arbutus unedo)
Albero sempreverde di piccole dimensioni della famiglia delle ericacee, deve il nome al suo frutto commestibile ma che in passato era ritenuto poco appetibile. Oggi in realtà il frutto viene utilizzato per produrre golose marmellate e i fiori per un ottimo miele. Una caratteristica peculiare è che i frutti maturano in due anni, pertanto sulla pianta alla fioritura sono ancora presenti i frutti acerbi della stagione precedente e che matureranno nell’autunno successivo.
Erica (Erica sp.)
L’Erica arborea, distinguibile dalla E. scoparia per la presenza di fusti ricoperti di piccoli peli bianchi, è ancora oggi utilizzata per il suo fusto sotterraneo (ciocco o radica) nella produzione italiana di pipe pregiate.
L’Erica scoparia è da sempre utilizzata per ottenere ottime scope e per farne coperture di tetti e logge.
Entrambe sempreverdi, fioriscono in primavera, talvolta anche all’inizio dell’autunno in seconda fioritura e decorano i margini delle strade e dei boschi.
Rosmarino (Rosmarinus officinalis)
Arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiacee, che raggiunge 50-300 cm di altezza, con radici profonde e resistenti. Ha un fusto legnoso molto ramificato, i giovani rami pelosi sono a sezione quadrangolare.Le foglie persistenti e coriacee hanno una lunghezza di 2-3 cm e una larghezza di 1-3 mm, sono sessili, opposte, lineari lanceolate di colore verde scuro lucente sulla pagina superiore e biancastra su quella inferiore data la presenza di peluria biancastra, i bordi sono leggermente revoluti e sono ricche di ghiandole oleifere. I fiori ermafroditi sono sessili e piccoli ed hanno una fioritura da marzo ad ottobre di una colorazione che vira dall’azzurro al violetto chiaro. Allo stato spontaneo cresce in tutte le regioni del bacino mediterraneo, ma viene coltivato anche in vaso. Può essere utilizzato in cucina, con foglie fresche o essiccate, in aggiunta a vari piatti, come carni di maiale o di vitello, ma anche per verdure al forno. Ma il suo uso è anche erboristico,visto che ha proprietà digestive, stimola la diuresi,regola il ciclo mestruale, fluidifica la secrezione bronchiale, calma la tosse. Esternamnte può essere efficace contro dolori reumatici e artritici. E’ anche utilizzato per la preparazione di creme, detergenti, dentifrici, colluttori. Il nome latino è ROS MARINUS che sembra significare “ROSA o ROSA DI MARE”, in realtà deriva dal greco, dai termini RHOPS che significa arbusto e MYRINOS che significa aromatico. Questo a testimonianza che da sempre è una pianta utilizzata sia in cucina che come pianta medicinale. Ancora oggi in alcuni paesi del Mediterraneo è abitudine lasciar asciugare il bucato sul rosmarino, cosicchè il sole ne estragga l’aroma che ha anche proprietà antitarme.
Teucrio (Teucrio Frutticans)Camedrio femmina,pianta arbustiva della famiglia delle Lamiacee. Fusto legnoso, ha l’aspetto di un arbusto tondeggiante a portamento eretto, può raggiungere i 2 metri di altezza.Ha foglie ellittiche, con un corto picciolo, con la pagina inferiore ricoperta da una peluria biancastra e la pagina superiore lucida di colore grigio-verde. I fiori sono di un azzurro più o meno pallido, con la presenza di un solo labbro ricurvo pentalobato, con il lobo mediano appariscente. Gli stami e lo stilo sono molto sporgenti. Specie diffusa nelle calde aree costiere, nella parte occidentale del bacino mediterraneo, Europa Meridionale e Nord Africa. Predilige rupi calcaree dei litorali da 0 a 600 metri. Utilizzata per il verde pubblico e per le siepi. In erboristeria tramite l’infuso delle sue foglie può avere proprietà diuretiche.











