Sorano

Posted by on lug 5, 2011 in Area del Tufo, Media bar | 2 comments

Sorano

A differenza di Pitigliano e Sovana, Sorano non è probabilmente un centro di fondazione etrusca: infatti non vi è traccia di un abitato etrusco o romano, ma solo tombe sparse, riferibili a piccoli villaggi non localizzati.
Sorano, citato dal XII secolo, successivamente  appare fra i possedimenti degli Aldobrandeschi ed entra a far parte del Granducato di Toscana agli inizi del 1600.

Il centro è dominato dall’imponente Fortezza Orsini, importante opera dell’architettura medievale e rinascimentale. Si ritiene che agli inzi del 1300 qui sorgesse la rocca aldobrandesca di Sorano, inglobata poi nella nuova fortezza, il cui progetto venne affidato al senese Antonio Maria Lari.

La fortezza si compone di tre parti: il “Mastio”, ossia la parte più antica e le “Bozze” cioè i due grandi bastioni, quello di San Marco a levante e quello di San Pietro a ponente, sui quali erano collocati due mulini a vento che producevano polvere da sparo e farina.
Si accede alla fortezza da un ponte, che atteraversa un primo fossato; al centro dei bastioni troviamo un portale ad arco decorato dallo stemma di Niccolò IV Orsini. Oltre il portale, si apre il piazzale interno che conduce al nucleo più antico, difeso da un secondo fossato. Un locale sotterraneo era adibito a magazzino per la polvere da sparo, accanto alla fonderia per i cannoni, la cantina per il cibo, le prigioni, l’armeria.

Dalla fortezza si raggiunge il centro storico, a cui si accede da una porta ad arco; appena entrati, sulla destra si trova la Chiesa di san Nicolò, risalente all’XI secolo, ma soggetta a restauri settecenteschi che ne hanno totalmente cancellato l’originario impianto romanico.

Accanto alla Chiesa, vediamo alcune strutture superstiti di un elegante palazzetto rinascimentale, un tempo residenza dei Conti Orsini. L’ingresso è preceduto da un portale di travertino, decorato con i simboli degli Orsini ed un’iscrizione sull’architrave in memoria di Ludovico, figlio di Niccolò III.  Seguendo Via di Santa Monaca, si arriva al Masso Leopoldino, imponente sperone tufaceo che domina il paese sin dalle epoche più antiche, consolidato e fortificato nel 1700. Sulla sommità, troviamo una grande terrazza, che offre una vista unica sul centro antico e sulle vallate dei dintorni, e la snella Torre dell’Orologio.

Nella sottostante Piazza del Poggio, si affaccia un grande edificio, detto “Il Cortilone”, cinquecentesco granaio fatto costruire dai Conti Orsini.
Scendendo per gli stretti vicoli del paese, si arriva alla Porta dei Merli, cinquecentesca, un tempo dotata di ponte levatoio; uscendo, si possono imboccare le antiche Vie Cave, che risalgono fino al complesso rupestre di San Rocco, area ricca di tracce lasciate da una lunga frequentazione umana.

Dallo sperone tufaceo di San Rocco, si può ammirare quella che è sicuramente la più bella veduta verso la valle del Lente ed il paese di Sorano. Sul versante ovest della rupe, troviamo alcune tombe a camera, scavate nella parete tufacea, risalenti al III-II secolo a.C., mentre il colombario all’estremità est e gran parte delle grotte a più piani risalgono all’epoca medievale e costituivano probabilmente un piccolo abitato rupestre, collegato con il centro di Sorano dalla tagliata che scende verso il fondo della valle del Lente. La piccola Chiesa di San Rocco, molto antica, è però di difficile inquadramento cronologico.

VITOZZA

Per arrivare a Vitozza, si imbocca da Sorano la strada provinciale per San Quirico, che percorriamo per circa 5 km, poi si prosegue a piedi dalla piazza del paese.
Vitozza è un insediamento rupestre fra i più vasti in Italia, composto da oltre 200 grotte, abitate, secondo i reperti ritrovati, dal XII al XIX secolo; le grotte più vicine al paese sono ancora utilizzate come stalle, magazzini, ripostigli. Si pensa, in realtà, che il sito fosse già frequentato in epoca protostorica ed etrusca, ma le prove documentarie più antiche risalgono al XII-XIII secolo, quando il centro risulta sotto il controllo degli Aldobrandeschi.

La prima parte del complesso, vicino al paese, è detta Piancistalla ed è ancora in uso; proseguendo, si arriva ad un oratorio rupestre, da dove inizia la rupe di Vitozza. Salendo sulla destra, passando attraverso la porta sud, si incontrano i resti di uno dei due castelli che controllavano l’abitato, circondati da un fossato scavato nel tufo. Proseguendo sul pianoro verso nord, si trovano i resti della Chiesaccia, chiesa duecentesca ad aula con abside. Alla fine del percorso sul pianoro, si può scendere di livello passando attraverso la cosiddetta Grotta del Somaro, a due piani e visitare le grotte, diverse per tipologia. In particolare si segnalano stalle, utilizzate per gli animali, abitazioni con stalle annesse, abitazioni semplici, generalmente poste più in alto rispetto al sentiero, colombari, con le nicchie e l’apertura da cui i colombi potevano entrare ed uscire.

CASTELL’OTTIERI

Si raggiunge il centro dalla strada provinciale che collega Sorano a Castell’Azzara. Il paese fu di proprietà dei Signori di Montorio, per poi passare dal 1400 alla famiglia Ottieri. L’imponente rocca, costruita in tempi diversi, presenta una porta di accesso ed una torre a base quadrata che ne costituiscono il nucleo più antico, mentre il torrione circolare risale, probabilmente, al 1400.
La chiesa tardo-romanica di San Bartolomeo conserva all’interno un ciclo di affreschi seicenteschi, commissionati da un Conte Ottieri.
Nei pressi di Castell’Ottieri è situato Monte Vitozzo, documentato sin dal XII secolo. Sulla cima della collina si possono visitare gli imponenti ruderi del castello, con la cinta muraria ed una torre quadrata.

Proseguendo ancora verso Castell’Azzara, troviamo anche il Castello di Montorio, documentato dal XII secolo, quando era controllato da una dinastia locale che poi si è sottomessa a Siena dal 1475. La struttura, restaurata a più riprese, è contornata da due torri ed è isolata da un profondo fossato di recinzione.

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