Vetulonia

Posted by on lug 28, 2011 in Aree Archeologiche, In evidenza | 4 comments

Vetulonia

La città etrusca di Vetulonia (Vetluna) si trova all’ingresso dell’attuale paese su un altura del territorio castiglionese. Nell’antichità sorgeva nella sponda opposta del Lago Prile rispetto alla città di Roselle. Le prime testimonianze sono riferite al IX secolo a.C., dove si insediano intorno all’attuale paese di Vetulonia due diversi villaggi villanoviani che poi si riuniranno intorno al VI secolo a.C.  Le tombe a pozzetto che occupano i siti delle alture circostanti (Poggio la Guardia,
Poggio alle Birbe, Poggio al Bello e Colle Belvedere), sono probabilmente riferibili al primo villaggio, mentre le analoghe necropoli dei vicini Colli Baroncio e Dupiane possono essere messe in riferimento al secondo.
Tra le fine del IX-inizio VIII sec. a.C. compaiono tombe, sempre a pozzo, non più isolate, ma inserite entro grandi circoli di pietre. Si trovano inoltre le prime tombe a fossa che segnano il graduale cambiamento dell’ideologia funeraria: dalla cremazione all’l’inumazione. Negli ultimi decenni dell’VIII sec. a.C. predomina l’uso di tombe a fossa ad inumazione, inserite entro circoli di pietra bianca e sormontate da tumuli di terra.
Queste tombe dette della tipologia dei“circoli” hanno restituito corredi funerari particolarmente ricchi con grandi tesori di oreficeria e vasi preziosi di provenienza orientale  oltre che prodotti della metallurgia locale. Nella seconda metà del VII sec. a.C. compaiono le grandi tombe monumentali in muratura dette a tholos, alcune delle quali visibili lungo la via dei Sepolcri.

Il territorio su cui Vetulonia esercitava il suo controllo era estremamente ampio, nord raggiungeva le Colline Metallifere, ad est confinava con il territorio rosellano, a sud-est si affacciava sul lago Prile. Ad ovest, infine, raggiungeva il Tirreno confinando così con il territorio di Populonia. Agli inizi del VI sec. a.C. si assiste alla fioritura di numerosi centri minori in tutto il territorio controllato da Vetulonia. Si tratta di piccoli insediamenti situati in punti strategici per lo svolgimento di attività produttive e commerciali: sono i centri minerari di Selvello, San Germano, Poggio Zenone e del Lago dell’Accesa.
Agli inizi del VI sec. a.C. la diminuzione delle tombe e l’impoverimento dei corredi fanno rilevare l’inizio di una crisi  da mettere probabilmente in rapporto  con il contemporaneo emergere dell’altra città posta sulla sponda del lago Prile: Roselle.

La necropoli è particolarmente estesa e non tutta visitabile. Numerosi i resti di sepoltura: tombe a “fossa” inseriti dentro circoli di pietra bianca (tra i più importanti il circolo dei Lebeti e la tomba del Littore). Di grande impatto le tombe che aprono lungo la via dei Sepolcri. La prima che si incontra, è la Tomba del Belvedere, una struttura a camera quadrangolare con corto dròmos d’ingresso. Nella camera funeraria si aprono piccole nicchie destinate ad accogliere gl’inumati. La pseudocupola che ricopriva l’intera costruzione è invece crollata. Più avanti la Tomba della Pietrera, La tomba, che prende il nome dal fatto che i contadini del luogo se ne servivano come cava di pietra, rappresenta il più grande monumento funebre di Vetulonia. La struttura è in realtà composta da due tombe sovrapposte la prima, quella inferiore, con camera funeraria circolare, crollò probabilmente sotto il peso del tetto durante la costruzione o subito dopo. Riempita quindi la prima tomba, poichè non più utilizzabile, fu iniziata l’edificazione della seconda. Questa con camera quadrangolare, dromos di accesso, e due piccole celle contrapposte sulle pareti. La struttura era infine ricoperta da una pseudocupola sorretta da un pilastro centrale ancora conservato e  il tutto era sormontato da un tumulo di terra. Proseguendo sulla strada si intravedono nella vegetazione altri tumoli non ancora scavati e si raggiunge la tomba del Diavolino 2 (la Tomba del Diavolino 1 venne smontata nel 1800 e ricostruita nel museo Archeologico di Firenze). La tomba ha camera sepolcrale di forma quadrangolare con pennacchi d’angolo di raccordo alla  pseudocupola. La copertura si conserva solo nella parte inferiore, la parte superiore è frutto del restauro che ha ricostruito anche il pilastro centrale di cui si conservava solo la base. in pietra alber Anche questa sepoltura aveva un lungo dròmos di accesso alla camera vera e propria. Ancora più avanti si trova il sentiero che porta la tomba della Fibula d’oro con dromos e camera sepolcrale quadrangolare.
La prima cinta muraria si fa risalire invece alla fine del VII secolo e inizio del VI secolo avanti cristo e racchiudeva al suo interno un grande centro urbano di circa 120 ettari Fra le varie aree di scavo vi sono anche testimonianze di insediamenti di epoca romana presso Costa dei Lippi.

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