Vulci

Posted by on lug 28, 2011 in Aree Archeologiche | 2 comments

Vulci

Sicuramente una delle città Etrusche del Mediterraneo più potenti; la visita ci permette di passeggiare attraverso i suoi resti avendo anche contatto con una natura circostante di notevole bellezza. Per questo il Parco Naturalistico ed Archeoligico di Vulci è una meta che fonde insieme aspetti diversi del nostro territorio e che quindi  rende unica la sua visita. Diversi itinerari sono possibili e tutti di notevole interesse, da non perdere comunque la visita al Museo Nazionale Etrusco nel castello della Badia, il Ponte dellla Badia, la Tomba Francois  (momumento tra i più famosi del mondo Etrusco) ed anche la Cuccumella, il tumulo funerario più grande d’Italia.
La città sorgeva su un pianoro che veniva lambito dal fiume Fiora, in un territrio ricco e che si trovava proprio al centro delle principali vie di comunicazione tra il nord e il sud della penisola.Pur avendo uninteressante passato già dal periodo Villanoviano, nell’ VIII secolo a.C. la cittadina si afferma in quelle attività che saranno poi tradizionalmente legate a lei per diversi secoli : la produzione di bronzi e di ceramica. Proprio questa, grazie alla presenza di maestranze attiche immigrate, porterà un notevole sviluppo, con l’apertura di botteghe di ceramica etrusco-corinzia, affiancate comunque da importazioni dirette dalla Grecia. Per questo intorno alla fine del VII secolo a.C. Vulci ci appare come un grande punto commerciale, che produce e che riceve beni molto pregiati e li manda verso l’Etruria settentrionale e centrale. Con la città di Chiusi per tutto il periodo arcaico ( VII-VI sec. a.C.) avrà un ruolo primario nella produzione di statue funerarie in pietra. Durante il V secolo a.C. si avverte un periodo di decadenza, che viene già superata nel corso del IV secolo con la riattivazione delle botteghe di ceramica che produrranno oggetti in ceramica etrusca a figure rosse al posto di quella a figure nere del VI secolo a.C.. Per quanto rigurda la pittura funeraria Vulci non sembra aver sviluppato una significativa tradizione, ovviamente ad eccezione delle pitture ritrovate nella Tomba Francois scoperta nel 1857 da Alessandro Francois  e databile alla seconda metà del IV secolo a.C. Una delle scoperte più importanti di tutta la civiltà Etrusca ci ha regalato affreschi di una bellezza mozzafiato e storie raffigurate di notevole interesse. Infatti non ritroviamo i classici affreschi sulla vita comune o sull’aldilà etrusco,
ma bensì affreschi sulle storie etrusco-romane e sulla storia greca omerica fino alla guerra di Troia.Anche altre storie della mitologia greca come la lotta all’ultimo sangue tra i fratelli Eteocle e Polinice. Comunque possiamo affermare che l’insieme dei vari affreschi della tomba mandano un messaggio di richiamo all’unità del popolo Etrusco nei confronti del nemico comune : Roma. La visita della tomba è a pagamento e con obbligo di guida, ma è una esperienza unica da non perdere. Anche il Tumulo della Cuccumella merita una nota visto che le sue dimensioni, 65 metri di diametro per 18 metri di altezza, la rendono unica nel suo genere. La sua particolarità sta anche nella presenza delle rovine di 2 torri di forma quadrata e di una di  forma conica di circa 10 metri di altezza. Il loro utilizzo ci è sconosciuto anche se si pensa che fossero o basi per grandi bracieri o basi per statue. Il Ponte della Badia è di origini antichissime visto che si parla di periodo villanoviano o etrusco. Sono etruschi i tufi rossi, di periodo romano repubblicano i piloni, anche se ricostruiti in epoche successive. I tre archi di cui il maggiore ha una luce di circa 20 metri, che rende la struttura così particolare, sono di periodo romano imperiale. Il selciato e le spallette laterali sono stati rifatti nel secolo scorso. E’ famoso anche come Ponte del Diavolo, in quanto si dice che solo il Diavolo poteva realizzare un ponte così alto e con una luce così ampia!

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